Centrale nucleare di Lucens

Dopo aver scoperto che abito a un tiro di schioppo da dove stava Audrey Hepburn, leggendo il giornale ho scoperto che ad una trentina di chilometri da qui c’è la centrale nucleare di Lucens.

Ora è dismessa e smantellata, ma nel gennaio 1969 ha fatto parlare di sé a causa di un grave incidente che ne ha causato la chiusura definitiva. Gli abitanti della zona erano stati avvertiti soltanto il giorno dopo l’incidente.

Oggi se ne parla perché un improvviso traffico di gente e materiali è stato notato verso la centrale, senza che gli abitanti o le autorità siano stati avvertiti di qualsiasi cambiamento della situazione. Il reattore si trovava all’interno di una caverna scavata nella roccia che, a seguito dell’incidente, è rimasta pesantemente contaminata ed è stata sigillata.

Oggi pomeriggio sono andato a fare un giro, ma la presenza di un furgone con dei tizi che facevano delle misure coi contatori geiger mi ha convinto a rimanere solo pochi minuti per fare un paio di foto. Le macchine che passavano lungo la strada vedendomi curiosare suonavano il clacson, immagino per avvertirmi di andare via.

In realtà, secondo Wikipedia, la caverna è utilizzata dal 1997 come deposito per musei ed associazioni della zona e quindi non è strano che ci sia stato un movimento di mezzi e materiali.

Aggiornamento: in seguito si è capito un po’ meglio cosa è successo. L’ente governativo che si occupa dei controlli si sanità pubblica aveva notato un aumento nelle misure di certi elementi radioattivi e si è mosso, scatenando l’interesse dei media locali. Tutti i valori però si sono rivelati essere nella norma.

Vista dal balcone

Un lungo timelapse preso dal balcone della casa dove ho vissuto a Denges, in Svizzera. Mi ero procurato una webcam e l’avevo attaccata al vetro con del nastro adesivo, poi avevo trovato un programmino che scattava una foto ogni qualche minuto e l’ho lasciato girare per diversi giorni.

La parte più spettacolare è il cielo, che si illumina di colori vivaci alla sera o si riempie di nuvole che si rincorrono.

Plumcake

Per difendermi un po’ dal freddo che nei giorni scorsi mi assediava, ho provato a fare il plumcake con la marmellata.

L’ho cotto un filo di troppo e quindi non è rimasto umido in mezzo, come dovrebbe essere, inoltre questa era la ricetta senza yogurt, quindi magari doveva venire così di natura.

Per le marmellate ho usato un set di 6 marmellatine monodose tipo albergo che ho trovato alla coop.

Torta verdurosa

Per sfruttare un avanzo di coste di bietola e un po’ di zucca, ho provato a fare una torta bicolore. La ricotta è straordinariamente difficile da trovare qui a Losanna, però sono riuscito a procurarmene due confezioni di contrabbando, prodotta in Germania.

Torta prima della cottura
Torta prima della cottura

Un giorno che vado in centro a Losanna mi devo ricordare di andare ad esplorare un nuovo negozio chiamato “Formaggeria Italiana” che si trova da qualche parte in Rue du Tunnel. Visto il nome, si spera abbiano formaggi freschi come stracchino, ricotta e robiola che al supermercato sono introvabili.

Torta cotta
Torta cotta

Al gusto non è venuta malissimo. Il ripieno mancava di sale, la parte con le bietole piangeva la mancanza di maggiorana e noce moscata. Sulla pasta ho parecchio spazio di miglioramento. Creare uno spazio dove spianarla potrebbe già essere un bel passo avanti.

Il ciclo barocco di Neal Stephenson

Il Ciclo Barocco, di Neal Stephenson è una serie di tre libri ambientati a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700. Raccontano una storia inventata, ma basata su fatti e personaggi storici realmente esistiti. C’è Cromwell, c’è il puritanesimo e la lotta interna tra inglesi papisti, puritani, giacobiti, ecc., c’è Newton, Leibniz e l’inizio della filosofia naturale (la scienza moderna).

Sullo sfondo di tutto ciò Stephenson scrive delle vicende di Daniel Waterhouse (un amico di Newton), di Jack Shaftoe (il re dei vagabondi) e di Eliza de la Zeur (una donna di cui è facile innamorarsi) in una storia complessa e affascinante, con continui colpi di scena e viaggi in giro per tutto il mondo. Tra l’altro i nipoti di questi personaggi sono tra i protagonisti di Cryptonomicon (vedi sotto).

Le dimensioni del Ciclo Barocco possono spaventare, visto che è composto da più di 3000 pagine, ma la qualità è altissima ed il divertimento assicurato. Lo sfondo storico non è per niente noioso e, anzi, è stato per me molto interessante, visto che descrive la nascita del sistema scientifico ed economico moderno.

I primi due volumi del Ciclo Barocco sono stati pubblicati anche in italiano, con i seguenti titoli:

  • Argento Vivo (Quicksilver)
  • Confusione (The Confusion)

Il terzo (The System of the World) non è ancora stato tradotto. Ho chiesto informazioni agli agenti di Stephenson e se ci saranno novità, aggiornerò il post.

Aggiornamento:
Rizzoli, il possibile editore italiano, “sta considerando il titolo”. Invece gli agenti americani di Stephenson dicono: “yes, the third will be published”. Nessuna data, ovviamente.