Ma sono davvero solo dei terroristi ?

Ho trovato questo articolo di Bruce Schneier molto interessante, sembra che gli attacchi alle forze di occupazione in Iraq stiano diventando sempre più sofisticati, con tanto di comunicazioni dati crittografate via wireless. In effetti la tecnologia necessaria, per quanto difficile da creare sul posto, è a basso costo ed è facilmente importabile dall’estero, dato che è possibile ottenere comunicazioni indecifrabili con Bluetooth o WiFi.
In questa situazione rendere illegali le suddette tecnologie non servirebbe a nulla e sarebbe del tutto improponibile, perché allora si dovrebbero vietare anche i telecomandi delle televisioni.

Ora che la CIA inizia ad avere il dubbio di aver creato qualcosa di peggio di quello che c’era prima e sapendo che non lo ammetteranno mai, quanto durerà questa lezione ? O meglio, a quante persone arriverà questo insegnamento ? Troppo poche, secondo me.

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The Adaptability of Iraqi Insurgents

This Newsweek article on the insurgents in Iraq includes an interesting paragraph on how they adapt to American military defenses.

“Counterinsurgency experts are alarmed by how fast the other side’s tactics can evolve. A particularly worrisome case is the ongoing arms race over improvised explosive devices. The first IEDs were triggered by wires and batteries; insurgents waited on the roadside and detonated the primitive devices when Americans drove past. After a while, U.S. troops got good at spotting and killing the triggermen when bombs went off. That led the insurgents to replace their wires with radio signals. The Pentagon, at frantic speed and high cost, equipped its forces with jammers to block those signals, accomplishing the task this spring. The insurgents adapted swiftly by sending a continuous radio signal to the IED; when the signal stops or is jammed, the bomb explodes. The solution? Track the signal and make sure it continues. Problem: the signal is encrypted. Now the Americans are grappling with the task of cracking the encryption on the fly and mimicking it-so far, without success. Still, IED casualties have dropped, since U.S. troops can break the signal and trigger the device before a convoy passes. That’s the good news. The bad news is what the new triggering system says about the insurgents’ technical abilities.”

The CIA is worried that Iraq is becoming a far more effective breeding ground for terrorists than Afghanistan ever was, because they get real-world experience with urban terrorist-style combat.

http://www.msnbc.msn.com/id/8272786/site/newsweek/

Una di quelle giornate…

Oggi non ha funzionato nulla. Ma veramente niente. Anzi per la maggior parte del tempo le cose sono funzionate un po’, ma non abbastanza. L’idea è di fare un collegamento tra un nodo sul tetto ed uno due piani più sotto. Farlo wireless è risultato impossibile, con le apparecchiature che vogliamo usare quello sotto vede quello sopra, ma non viceversa. Abbiamo provato con quasi tutte le combinazioni di antenne e cavi possibili (e domani ne proviamo altre!), ma non c’è niente da fare.
A coronamento della giornata, verso le 18.30 abbiamo deciso di tirare un cavo ethernet dal tetto, il cavo l’abbiamo fatto, ma è venuto male, o meglio: il tester dice che i fili sono tutti collegati giusti, ma il portatile dice ‘no link’, e gli switch lampeggiano (alcuni piano, altri forte), come se volessero indicare un problema. Ma quale ?
Vabbè, come si suol dire: “Domani è un altro giorno…”

Wardriving professionale

Ieri pomeriggio, in mezzo ai miraggi e alle onde di calore che si sprigionavano dall’asfalto, si potevano osservare due tizi che camminavano con fare intento per la strada, uno con un portatile aperto tra le braccia e l’altro con un’antenna in una mano e un cavetto nell’altra. Entrambi guardavano alternativamente lo schermo del portatile (completamente illeggibile a causa del sole) e una piccola sporgenza sul tetto di un palazzo, sei piani più in alto, come se potessero vedere le onde elettromagnetiche.

Ecco qualche dato utile: per cominciare, se ancora c’erano dei dubbi, le antennine integrate nelle schede PCMCIA fanno abbastanza pena e sono adatte solo a distanze sotto i 50m. Ma non appena si entra nel magico mondo delle antenne esterne, si può facilmente quadruplicare quella distanza.
Su collegamenti punto a punto con il WiFi si possono fare anche dei chilometri, ma qui sto parlando di un access point che irradia a 360° con una potenza di 84mW (ben al di sotto dei 100mW di legge in Italia).

Altra informazione utile è che al di sopra dei 120-150m la copertura arborea della strada ha fatto cadere la connessione, che però si è subito ripresa a livelli accettabili a 200m, dove non c’erano più alberi nella linea d’aria tra noi e ‘antenna sul tetto. Infine abbiamo osservato che le informazioni fornite da /proc/net/wireless su Linux sono in ritardo di circa 20 secondi rispetto alla realtà perché, probabilmente, il driver fa una qualche media sui dati che riceve dalla scheda.

Prossimi passi sono: provare ancora un’antenna, misurare l’ampiezza di banda (netperf?) e provare un multihop un po’ più complesso.

Le preferenze dell’hardware

Stamattina ho scoperto perché avevamo una portata di 30 centimetri anziché i 150 metri che ci aspettavamo come minimo. Sembra che le schede della Senao che stiamo usando abbiano uno dei due connettori di uscita preferito, che se non viene collegato impedisce la trasmissione sull’altro. Ovviamente avevamo collegato il cavetto dalla parte sbagliata.

Guardando la scheda con il connettore PCMCIA rivolto verso di sé, il connettore giusto è quello sulla sinistra.

Tanto per stare sul sicuro ho anche aggiornato il firmware ad una versione pienamente compatibile con i driver hostap. Venerdì probabilmente faremo un’altra sessione di wardriving per vedere quant’è il raggio effettivo, in particolare ci interessa l’angolo verticale. In teoria l’antenna che usiamo spara le microonde a 360° sul piano orizzontale e a 16° su quello orizzontale (come il fascio di un faro, tanto per fare un esempio). Ci interessa vedere quanto, grazie a lobi, riflessioni e amici vari, si riesce a stare sotto l’antenna ricevendo ancora qualcosa di utile.

Wardriving

Ieri pomeriggio siamo montati in macchina facendo il giro dell’isolato dotati di portatile, access point, inverter, ciabatta e antenna Cisco bianco lunga un metro e mezzo tenuta a mano fuori dal finestrino. Avremmo dovuto vedere la roba trasmessa dall’antenna sul tetto, ma dopo due giri e un cambio di antenna senza ricevere neanche un bit, siamo andati direttamente sul tetto scoprendo che la portata era di circa 30 centimetri. Forse c’è un problema sulla potenza di trasmissione della nuova scheda PCMCIA della Senao o qualche dispersione di troppo lungo il cavo che arriva fino al tetto. Martedì cercherò di capire.
In compenso abbiamo scoperto quante reti ci sono in quella zona, vi consiglio il parcheggio dell’IKEA, se volete avere una visione quasi completa (ero troppo occupato a guidare con il portatile sulle gambe per vedere se erano in chiaro e quanto traffico ci passava, però ne ho viste almeno tre).

La tesi procede…

Ho completato la prima fase di ricerca dello stato dell’arte attuale sul routing dinamico su reti wireless. Ho scritto qualche pagina con i risultati ottenuti, che farà parte della mia tesi. In più ho compilato un elenco di link utili, da cui ho preso tutte le informazioni necessarie. La trovate qui, casomai interessasse.