Archeologia

Questo l’ho riscoperto mentre cercavo il mio numero ICQ, che ero sicuro di aver scritto da qualche parte sul web: http://users.libero.it/venza/index.html
Risale a prima dell’avvento dell’ADSL, quando usavo Libero (prima IoL, Italia on Line) come ISP per il modem 33.6K.
Ovviamente quelle pagine rimarranno li’ per sempre, dato che la password s’e’ persa almeno dieci anni fa…

Attenzione mediatica

La piazzetta qui davanti si riempie di furgoni delle reti televisive, dopo che questi sono stati scacciati dal parcheggio vicino alla casa dove abitava l’uomo fuggito in Italia con le bambine. I primi ad arrivare, ogni mattina, piazzano subito la telecamera nel punto migliore, cosi’ quelli che arrivano dopo devono adeguarsi…

Ieri sera c’era pure un furgone simile targato Genova.

Link ad uno dei tanti articoli sulla vicenda.

Controluce

Lac Leman

Secondo giorno di lavoro, fuori fa freddo, ma sia a casa che in ufficio è tutto ben riscaldato. Ieri ho dimenticato il berretto a casa: un errore che non ripeterò più!

Casa dolce casa

Dopo una rapida escursione a Losanna di due giorni (ed una notte), son tornato giù con due contratti firmati ed un po’ di documentazione varia.

Intanto ho una casa, un piccolo monolocale con vista sul lago, un po’ caro forse, ma a stress zero. Potrò andare a lavorare a piedi e nell’affitto sono compresi tutti i servizi e le bollette (persino luce, tv via cavo ed Internet). Per ora il contratto l’ho fatto per due mesi, ma è rinnovabile e conto di rimanere lì per un po’, a meno si non scoprire qualche orribile difetto. Il locatario, una signora che si occupa anche del ristorante al piano terra, non ha voluto garanzie di nessun tipo. L’affitto si paga in anticipo, ci sono 500,- CHF di caparra per eventuali danni e 200,- CHF di pulizia finale, quando si lascia l’alloggio definitivamente.
Non ha fatto storie per vedere contratti di lavoro, permessi di soggiorno, lettere di referenza o altro, come vogliono altri locatari. Per uno che si trasferisce dall’estero è impossibile fornire quei documenti se non dopo un po’ che si trova sul posto e quindi, o si dorme sotto un ponte, o si cerca di affittare da qualcuno con un po’ di sale in zucca.

Subito dopo sono andato in comune, a 200 metri dalla casa, per chiedere informazioni per il permesso di soggiorno (ora che ho un indirizzo postale svizzero posso chiederlo). Una signora gentile si è sforzata di capire il mio francese e mi ha spiegato come funziona, confermando quello che avevo letto su Internet. Mi ha lasciato i suoi contatti diretti nel caso avessi altre domande ed un foglio con le caratteristiche richieste per la foto. La domanda vera e propria la farò tramite l’EPFL i primi giorni di Febbraio, quando effettivamente mi trasferirò su.

Infine sono andato all’ufficio personale dell’EPFL per firmare il contratto di lavoro. Dopo un momento di panico hanno capito cosa volevo da loro e hanno recuperato i documenti. Le persone che se ne sono occupate erano in ferie e hanno dovuto scartabellare un po’. Mi avevano mandato già tutto per posta prima di Natale, ma qui non avevo mai ricevuto nulla. Quando gliel’ho detto, m’hanno risposto: “Sì, è un problema che abbiamo spesso con l’Italia”. Evvai.

In realtà ci ho messo poco più di un’ora a fare tutto e quindi mi son scoppiato 9 ore di macchina, tra andata e ritorno per così poco. Però son contento e ora posso rilassarmi. So che ho una casa, cosa c’è dentro (e quindi cosa mi devo portare il giorno del trasloco), ho in mano il contratto di lavoro (che male non fa) e so esattamente cosa devo fare il primo giorno in cui sarò in Svizzera: fare domanda per il permesso di soggiorno e con il foglio temporaneo che mi daranno, andare alla banca per aprire un conto.

In questi giorni ho anche caricato un sacco di foto nuove e ho convertito tutte le mappe in OpenLayers. Sto anche facendo qualche esperimento, come questo, in cui ho messo anche il percorso registrato con GPS ed una breve descrizione del sentiero.

Svizzera, arrivo!

Dopo aver passato una selezione decisamente più difficile del previsto, ho accettato l’offerta di lavoro presso l’EPFL (École polytechnique fédérale de Lausanne), al Networked Systems Laboratory. Dal primo di febbraio, giorno più, giorno meno, mi trasferisco con armi e bagagli a Losanna, con un cambio di vita e lavoro di cui sto prendendo coscienza pian piano. Il passo è grande, ma come si suol dire: “Hai voluto la bicicletta ? Adesso pedali!”.

Il primo, e forse più grosso, scoglio è trovare casa. A Losanna ci sono pochi appartamenti ammobiliati disponibili per l’affitto in questo momento. Inoltre cercar casa su Internet è molto comodo, grazie anche a street view, ma non è come essere sul posto ed andare a vedere direttamente. Sicuramente sarà necessario prendere una soluzione temporanea per poi darsi da fare sul posto.

Una volta che ho un tetto sopra la testa, il resto mi sembra persino banale in confronto. Un po’ di burocrazia per ottenere il permesso di lavoro (di tipo ‘B’, mi raccomando), la ricerca di un’assicurazione medica e altra robetta del genere.