Autunno?

 

Autunno?

Da ieri c’è una bufera di neve che è durata tutta la notte e promette di proseguire anche oggi… L’autunno non ho fatto tempo a vederlo, volevo andare a fare qualche foto nei boschi, ma c’é sempre stato tempo pessimo, prima due settimane di nebbia e adesso questo.

Geografia da poltrona

Quando fa troppo caldo per uscire di casa, tanto in ufficio non ho l’aria condizionata, una possibilità è aggirarsi per internet alla ricerca di cose interessanti. A questo giro ho trovato due siti che mi affascinano, visto che mostrano il mondo che si muove intorno a noi, con ogni piccolo segnalino che rappresenta persone, vite, merci e chissà quali storie e motivazioni.

Il primo è una mappa delle navi in (quasi) tempo reale. Mostra le navi, solo quelle che hanno il transponder giusto, in certe parti del mondo, dove ci sono i radar adatti, con un tempo di aggiornamento abbastanza lento, ma tanto le navi non si spostano velocemente. Cliccando sui segnalini fornisce informazioni e spesso mostra anche la foto della nave.

Il secondo è la stessa cosa, ma per gli aerei. Qui l’aggiornamento è più rapido ed è divertente vedere gli aerei che si muovono in tempo reale. Anche qui cliccando sui segnalini di sono varie informazioni e fotografie. Una volta selezionato un aereo viene mostrata una traccia colorata in base all’altitudine.

Infine, aggirandomi un po’ a caso, ho scovato un intero sito dedicato alle Ragazze del Traffico di Pyonyang: Pyongyang Traffic Girls. Raccoglie foto, video e discussioni dedicate alle donne che governano il traffico negli incroci più grossi della capitale nordcoreana. L’anno scorso si sono anche dotate di piattaforme rialzate con un ombrello per proteggersi da sole e pioggia, anche se sembra, da quest’anno stanno venendo sostituite da moderni semafori. Almeno, quando non manca la corrente elettrica.
Anche se non sono certo le uniche al mondo, rappresentano una nota di colore in un paese altrimenti molto grigio e poi, visto lo scarso traffico, sono anche un po’ buffe.

Impressioni

Sono tornato a casa, ci ho dormito su una notte e ho pensato di scrivere un po’ di impressioni di quello che mi è rimasto di questo lungo viaggio per il nord-europa.

Per prima cosa, l’organizzazione è andata benissimo. L’idea di organizzare il tutto con un documento condiviso via Internet è stata brillante, tutti sapevano tutto, non ci sono state incompresioni o sorprese. Anche il lavoro di prenotazione, un po’ estenuante, ha pagato bene. Anche se arrivavamo tardi, sapevamo di avere un letto e/o un tetto che ci aspettava e quanto sarebbe costato.

Non abbiamo fatto molto bene i conti con il traffico o le condizioni della strada. Le tappe in auto sono state molto più lunghe del previsto.

Sconsiglio vivamente di attraversare la Germania in auto nei prossimi due o tre anni. Tutte le autostrade sono piene di lavori in corso: o aggiungono corsie, o riasflatano o addirittura ricostruiscono interi ponti. Capisco come mai l’economia tedesca sia tanto viva, vista la quantità di uomini e mezzi che ho visto in questi giorni al lavoro.

Per quanto riguarda i paesi scandinavi, bisogna studiare le cartine e in particolare I nomi delle strade ed autostrade. I cartelli sono in genere poco significativi se non si conoscono i luoghi e le strade sono indicate con la nomenclatura europea (tipo E6), con una N o S per indicare la direzione.

A Stoccolma e Oslo è meglio prepararsi e non fare affidamento sul GPS, entrambe le città hanno un vasto sistema di tunnel per ridurre il traffico in superficie.

In Norvegia è molto facile trovare campeggi e forse non è necessario prenotare tutto come abbiamo fatto noi. Al ritorno però abbiamo apprezzato di aver preso il bungalow, quando piove, piove e in tenda sarebbe stato miserabile, soprattutto dopo 10 ore di auto. Parecchi campeggi non si trovano su Internet, ma ci sono. Forse dovevamo guardare siti speicializzati.

Con i tempi che ci siamo dati non c’era da fare molto di diverso, se non prendere treni ed aerei al posto dell’auto. Avendo un po’ più di tempo avrei fatto tappe più brevi, con soste un po’ più prolungate. Sono tutte strade bellissime, in Germania (lavori in corso a parte), in Svezia e Norvegia, con bei paesaggi e natura rigogliosa, ma alla lunga stancano.

Lo rifarei? Probabilmente sì!

Sulla via del ritorno

Giorno 12 del viaggio nel profondo Nord.

Sbarco dal traghetto alle 10. Non ho fatto piani per i prossimi giorni, prevedo che sarò di ritorno a casetta per domani, con una pausa notturna per spezzare la monotona Germania dalle parti di Stuttgart, ma se mi gira l’ispirazione magari devio o mi fermo altrove, in fondo ho un bagagliaio pieno di roba da campeggio rimasta praticamente inutilizzata…

Mi sono fermato a Würzburg, che già conosco per precedenti lavorativi. Finalmente l’ho vista col sole e ho capito come è fatta, dato che in trasferta non c’è mai molto tempo per il turismo. Cena in birreria lussuosa, per meno di quello che è costata la colazione (pane e marmellata) sul traghetto.

Dopo altre n ore di Autobahn sono arrivato a casa. Pare sia esplosa la fogna nel parcheggio qui sotto, ma sono arrivato che stanno già chiudendo il buco nella strada. E ora bucato!

Traghetto per la Germania

Giorno 11 del viaggio nel profondo Nord.

Oggi prendo il traghetto per la Kiel, in Germania. Il viaggio dura 20 ore e arriverò domattina alle 10. La nave è grossa e assomiglia ad una nave da crociera in maniera preoccupante. Non so se preferire il traghettone da camionisti però.

Sono un po’ preoccupato perché non so come funziona l’imbarco, in mano ho solo la stampa di un email in italiano che conferma la prenotazione. In ogni caso, partenza alle 12.

Come sempre ero io che mi facevo dei problemi. All’imbarco, dopo uno sguardo confuso all’email in italiano, ha preso il passaporto e cercato la prenotazione col nome. Punto negativo per la Color Lines: obbligano a presentarsi due ore prima e non si può più uscire dalla zona d’imbarco, per fortuna avevo da leggere, se no la noia mi avrebbe sopraffatto.

La nave è grande e bella, ma è tutto studiato per obbligare i passeggeri a spendere e consumare. All’interno non ci sono posti a sedere liberi, si trovano tutti in bar e ristoranti. Mi sono attrezzato con giaccone e berretto e mi sono sistemato fuori, con un libro, il vento, i gabbiani e i bambini che giocavano col vento fortissimo. Ho visto il primo tramonto in 4 giorni, sul mare.

I sacchettini bianchi posti ovunque nei corridoi erano un segnale significativo, infatti per qualche ora la nave ha attraversato una zona aperta e c’è stato mare molto mosso. Temevo di soffrire, invece ho mangiato un enorme piatto di spaghetti bolognese, tenendo fermo il bicchiere di barbera. Sopra agli spaghetti, insalata. Temevo peggio, visto il ristorante italiano sul traghetto Oslo — Kiel.

Knivkjellodden

Tentativo di video artistico di me stesso a Knivskjellodden, il posto più a nord raggiungibile con una camminata di 9 Km, dalla strada di Capo Nord, prima di pagare il pedaggio per la zona recintata (e turisticissima).

Per quanto stancante, con il terreno sassoso e fangoso, è una camminata fantastica. Siamo stati molto fortunati a trovare il sole caldo e pochissime nuvole. È evidente, dalle rocce e dalla roba gettata dal mare sulla costa, che quando il tempo è brutto lì, lo è davvero tanto.

Latitudine: 71° 11′ 08″ N

P. S.
In realtà oggi sono a Oslo, dove ho recuperato il portatile. Nel campeggio di Honninsvag, dove ci siamo fermati per la notte a una trentina di chilometri da capo nord c’era un’ottima connessione WiFi (bizzarramente gratuita), ma non mi ero caricato di portatile in aereo.

Olso, il ritorno

Giorno 10 del viaggio nel profondo Nord.

Oggi si ritorna ad Olso in mattinata e la compagnia si divide. C’è chi, da Tromsø, prende un altro aereo per raggiungere la fidanzata e chi ad Oslo corre a prendere l’aereo per l’Italia.

Io mi recupero la mia macchinina e mi faccio un giretto in città, con calma.

Tutto come previsto, pioggia battente nel tratto a piedi tra il bus navetta e la macchina all’aeroporto, poi sole. Dopo aver accompagnato due amici all’aeroporto di Torp, sono tornato a Oslo. Ho verificato che l’imbarco del traghetto fosse davvero dove dice Google e poi mi sono fatto un giro in centro, cercando di spendere qualche corona norvegese che mi avevano rifilato.

Ritorno a Tromsø

Giorno 9 del viaggio nel profondo Nord.

Oggi si riparte da Honningsvåg per tornare a Tromsø, dove domani abbiamo l’aereo. L’idea è di tornare passando dalla costa, senza traghetti e fermarci lungo il percorso qui e là a guardare le renne e i fiordi.

Ci abbiamo messo 10 ore, con il brutto tempo che finalmente è arrivato. Un sacco di pioggia, stanchezza e noia. Avendo perso il traghetto l’abbiamo fatta lungo la costa. Consiglio il traghetto, decisamente.

Nota: dobbiamo esportare la tecnologia che noi abbiamo dai tempi dei romani di costruire strade che scaricano l’acqua sui lati. Sembra che sia totalmente sconosciuta lassù, con l’acqua che rimane in enormi pozze in centro alla carreggiata.

Cena come si deve in ristorante a Tromsø, a base di renna. Buonissima!

Capo Nord, ma anche no

Giorno 8 del viaggio nel profondo Nord.

In tre ore di macchina arriviamo nei dintorni di Capo Nord. Se il meteo ce lo permette, ci fermiamo un po’ prima del pedaggio e facciamo l’escursione a piedi di circa 5 ore A/R che ci porterà ben 1,5 Km più a Nord di Capo Nord, su un piccolo promontorio (Knivskjellodden) dal quale potremo sbeffeggiare i turisti che avranno pagato fior fiore di quattrini per andare in un posto che non ha niente di speciale, dato che non è il più a nord d’Europa. O meglio è il punto più a nord raggiungibile seduti in macchina…

Le tre ore sono diventate 5, facilmente dimenticabili, se non fosse per il lungo tratto su un altipiano con la strada dritta che si perde all’infinito e poi prima del tunnel sottomarino, la costa che regala dei bei scorci di isolette e casine rosse. Inoltre, renne.

Un;altra giornata di tempo stupendo, sui 20 gradi, soleggiata. Decine e decine di bus turistici, roulotte e camper. L’attività turistica è frenetica, l’arrivare a Capo Nord coi mezzi più strani è ormai piuttosto inflazionato.

Siamo arrivati verso le 4 del pomeriggio e dopo una breve pausa siamo andati subito a fare la camminata verso il punto più a nord che avremmo raggiunto.

Tromsø

Giorno 7 del viaggio nel profondo Nord.

Oggi si vola con Norwegian fino a Tromsø. Abbiamo prenotato i posti dal lato giusto dell’aereo per vedere i fiordi, sperando nel bel tempo.

Tante nuvole e qui e là qualche veduta poco rassicurante di neve e ghiacciai

L’aereo è sorprendentemente economico per essere la Norvegia e in un paio d’ore ci porta a “soli” 550 chilometri da capo nord.

Appena arrivati carichiamo tutto sull’auto a noleggio e ci dirigiamo alla volta di Alta. Da oggi in poi non ci dobbiamo più preoccupare che venga notte, perché ci sarà sempre luce, infatti è il periodo giusto per il sole di mezzanotte!

In un altro esempio di fantasia stradale norvegese, a Trmosø, incontriamo le nostre prime rotonde sotterranee, scavate nella roccia sotto la città. La qualità dei cartelli rimane scarsina, scritte piccole e poco comprensibili.

A causa di ritardi vari partiamo dopo le 6 del pomeriggio. La strada ha dei pezzi con panorami spettacolari, ma consiglio vivamente di prendere i traghetti per attraversare i fiordi subito a nord di Tromsø. La luce bassa e calda della sera aiuta parecchio. Lungo la strada ci fermiamo all’1 di notte a fotografare il sole di mezzanotte (c’è l’ora legale) e poco dopo arriviamo al campeggio di Alta.

Tempo stupendo, qualche nuvola qua e la, ma tanto sole e caldo. Siamo sopra il circolo polare e stiamo in maniche corte! Sulle pendici dei fiordi si vede però della neve…