Stockholm and airport security

I got to Stockholm and back in four days, thanks to Ryanair and its “air cattle” service from Orio al Serio to Skavsta. While I couldn’t bring a bottle of water of half a liter through security, I could pass a toolkit in my hand baggage without even breaking a sweat:

Half liter bottler Toolkit
Dangerous Not dangerous

Actually, I forgot it was there and I discovered it when I got home, else I would have been a lot more nervous at the security check. Also it was in the same pocket as two battery chargers, so perhaps it was that that fooled the operator. There is something wrong here ?

I’m brief because Ecto doesn’t understand the <table> tag, so I’m writing this post in plain HTML. So much for Web 2.0 and the new era in Information Technology. Sometime in the future I’ll upload the photos I took in Stockholm, just be patient and bear with me…

Vademecum: in caso di incidente

Algoritmo da seguire in caso avvenga un incidente: da imparare a memoria. Basato sull’esperienza personale. Sperando di non doverlo mai usare, ma sapendo che o prima o poi succederà.

  1. Il modulo CID è utile solo se la controparte è disposta a compilarlo e ad accollarsi tutta la colpa, altrimenti può diventare una grana se è compilato male ed è spazzatura se non ci sono entrambe le firme. Chiarite subito questo punto.
  2. Poi, in ogni caso:
  3. Fotografare tutto, soprattutto le targhe delle macchine coinvolte e le zone danneggiate, con la macchina fotografica usa e getta che portate sempre nel vano portaoggetti.
  4. Prendete i dati di tutti i testimoni (nome, cognome, numero di telefono), valgono anche le persone in macchina con voi. Fatelo pure se vi sembra che la controparte abbia intenzione di accollarsi la colpa. Se non lo fate o non ce ne sono iniziate a pensare a qualche amico fidato che lo possa fare per voi, perché, state tranquilli, l’altro li avrà a suo favore, procurati da lui o dalla sua assicurazione.
  5. Se non compilate il modulo CID prendete i seguenti dati: nome, cognome, targa, marca e modello, compagnia assicurativa e numero di telefono della controparte.
  6. Informate il vostro assicuratore il giorno stesso, o al massimo il giorno dopo.
  7. Dopo qualche giorno andate da lui e consegnategli il malloppazzo con dati e fotografie e ditegli: ho ragione io e non voglio pagare nulla.

Nel mio caso è successo che:
La mia assicurazione è di quelle via telefono, costa meno, ma non ha mosso un dito a mio favore. L’assicurazione dell’altro gli ha trovato un testimone, gli ha compilato un CID ed una dichiarazione ad hoc, tutto a suo favore, ovviamente.
Io mi sono rivolto ad un carrozziere “faccio tutto io, tu non ti preoccupare”.

Risultato netto, avendo ragione, con anche la perizia a mio favore (che però non conta niente):

pago al carrozziere la metà del danno e, molto (ma molto) probabilmente, l’aumento di premio della mia assicurazione.

oppure:

vado dal giudice di pace (con un testimone mio, per annullare quello della controparte) e cerco di dimostrare che ho ragione io. Risultato incerto e, in caso di perdita, pago comunque carrozziere, assicurazione e, molto probabilmente, anche l’avvocato.

Lucciola !

Ero appoggiato al davanzale della finestra, guardando fuori e meditando su quanto idiota uno può essere, quando ho visto passare una lucciola. Erano molti, molti anni che non se ne vedevano qui in piena città. Ora sono un po’ più contento :-)

Per il resto, il lavoro procede bene, ho già scritto diversi driver per Linux su ARM e qualcuno sembra pure funzionare. Cerco di adeguarmi il più possibile al driver model imposto dal kernel di linux, ma non sempre è facile. Per la parte wireless, attualmente, ci sono problemi di cavi, è un controsenso, però è vero. Lunedì andrò di nuovo in trasferta per crimpare, testare ed avvitare. Che dire, non volevo un lavoro di scrivania e l’ho ottenuto…

Nuove foto (2)

Altro giro, altro regalo. Ho fatto l’upload di altre foto, relative a quest’estate (agosto 2005), quando ho fatto un giro molto simile a quello dell’anno prima, passando più a nord, da Neuchatel e Bourg en Bresse. Poi mi sono fermato più a lungo a Grenoble.
Sicuramente un viaggio da ricordare per la quantità di pioggia che ho preso in quei giorni, ho mancato l’alluvione di Lucerna per un’ora al massimo e quando sono tornato a casa dopo diversi giorni, avevo il bagagliaio pieno d’acqua perché aveva iniziato ad infiltrarsi ovunque.
Però ho visto dei posti bellissimi: il Cirque du Fer a Cheval a est di Annecy, la Val d’Escrins raggiungibile con una stradina costruita su una parete verticale un po’ più a nord del colle della Maddalena ed il Parc de l’Ile d’Amour, accanto al campus universitario di Grenoble (che da lontano sembra un parco anche lui, tanto è grande e pieno di prati e alberi).

Nuove foto

Trovandomi con parecchio tempo libero per le mani, ultimamente, ho iniziato a fare tutte quelle cose che in altri momenti si rimandano, perché si è troppo stanchi o non si ha testa o c’è qualcosa di più interessante da fare… Tra le tante avevo in coda quasi 400 foto da controllare e mettere online sul sito. Ho iniziato facendone circa un terzo, ne ho selezionato 71 e ora le potete trovare a partire da qui.
Riguardano il viaggio che ho fatto l’anno scorso tra Svizzera e Francia percorrendo tutti i passi più alti e più famosi delle alpi francesi, tra cui anche la Cime de la Bonette, dove si trova la strada più alta d’Europa (2802 m).

Non più Svezia…

E’ da un po’ che non scrivo più sul blog e sono stato prontamente richiamato all’ordine da certa gentaglia che passa sotto il soprannome di Abdul e Dreadnaut per non farsi riconoscere per la strada… Abdul è sicuramente avido di notizie riguardo ad un (piccolo) incidente che mi è successo mentre ero su in Svezia, ma non ho intenzione di divulgare nient’altro oltre quello che già sta circolando: ho preso una botta in testa e ho fatto una visita al pronto soccorso di Uppsala e ho fatto la conoscenza di una (quasi) dottoressa chiamata Linda, molto carina e gentile, che forse mi è rimasta impressa anche per lo stato un po’ confusionale in ero in quel momento. Molti, molti medici dovrebbero prendere lezioni da lei su come trattare con i pazienti…
Completato questo dovere di cronaca, passiamo ad altro. Nei 10 giorni in cui sono stato in Svezia ho visitato Uppsala e ho fatto una tessera da ‘studente settimanale’ per entrare nei locali solo per studenti, che rimpiango di non aver sfruttato adeguatamente, non tanto per il costo irrisorio della suddetta tessera, ma per l’ambiente molto molto bello. Casino, ma a livelli accettabili, luci soft e molte candele sui tavoli, mangiare e bere buono e a prezzi contenuti.
Un giorno sono anche andato a Stoccolma, provando il brivido del treno svedese e del freddo pungente che penetra dentro qualunque imbottitura dopo un’intera giornata all’aperto. Città molto bella, piena di fantastici panorami grazie al sole basso e ai tanti bracci di mare, isole e ponti sui quali è costruita.
Ma, cosa più importante di tutte, sono andato su per rilassarmi e ci sono riuscito. Uppsala è una città che si presta bene per farsi delle gran passeggiate e il freddo (niente di speciale, solo un giorno siamo arrivati a -6°) non mi spaventa più di tanto, anzi bisogna stare attenti a non coprirsi troppo perché camminando ci si scalda ed è meglio non mettersi a sudare…
Insomma, alla fine posso dare un bilancio più che positivo all’esperienza svedese.

And lots of thanks to Lina, Fra and the girls of my corridor at building 11, Studentstaden, Uppsala.

Svezia !

Ora che sono diventato un Dottore in Informatica, mi sono preso un po’ di meritato riposo. Seguendo le tracce di chi ormai ha fatto del viaggio in Svezia una scienza esatta (tranne che per i ritardi degli aerei), mi sono diretto a Uppsala per un po’ di giorni di riposo, meditazione e bei paesaggi.

A causa di un guasto la Rayanair ha dovuto far arrivare un nuovo aereo dall’Inghilterra, causando un paio d’ore di ritardo, una perdita a catena di coincidenze ed un guadagno netto per le compagnie telefoniche e petrolifere di due nazioni (ebbene sì, sono tutti d’accordo contro di noi). Alla fine tra una cosa e l’altra siamo arrivati con una sola ora di ritardo rispetto al previsto (pur sempre le 5 del mattino, però…) perché ci sono venuti a prendere in macchina a Stoccolma.

Qui a Uppsala ho una stanza in un quartiere di monolocali per studenti, con bagno privato e cucina comune. Molto tranquilla, molto bella e dato che non ci sono mobili, anche molto spaziosa :-)

Stasera ho mangiato una ‘pizza’ (per mancanza di un nome migliore) con tzazichi, feta, olive nere, peperoni, cipolla, pezzi di carne e fette pomodori chiamata ‘Stavros’:

Pizza Stavros

Buona, anche se sto bevendo ancora adesso per cercare di farmi passare questa sete micidiale che mi è rimasta…