Riunione in Germania

Dopo una riunione durata 11 ore, una passeggiata nello stabilimento della nostra sorella tedesca, la Noell.

Quello raffigurato è un vecchio Straddle Carrier che viene usato per fare delle prove di nuovi sistemi. Sono macchine per muovere i container, alte una decina di metri e possono raggiungere i 40km/h. Vederli muovere a quelle velocità, magari con un container appeso sotto, è spaventoso…

Trova le differenze

Ho fatto qualche foto per cercare di rendermi conto della reale differenza di immagine tra due obiettivi diversi, con stesse impostazioni (50mm, 200ISO, f 6,3, 1/320 sec). Sulla sinistra c’è il Nikkor 50mm 1.4 full frame a focale fissa, sulla destra l’obiettivo “kit” 18-55mm DX, sempre Nikkor. Le foto sono state esportate da RAW senza conversioni o modifiche.

In un punto di contrasto, il 18-55mm fa un po’ di ombra viola (aberrazioni), poca ma è visibile.

I colori sono lievementi diversi, con l’obiettivo 18-55mm che vira un po’ su colori più caldi. Quest’ultimo, nel particolare di sopra, il tetto ha una tonalità più vicina alla realtà, mentre l’altro lo ha reso un po’ troppo azzurrognolo.
Non vedo differenze nella risoluzione, ma probabilemte la mia macchina non ha abbastanza pixel sul sensore per renderla visibile, se c’è.

Link alle foto complete: 50mm 1.4 e 18-55mm “kit”

RockFM addio

Domani sera, alle 18, RockFM terminerà le trasmissioni.

E’ qualcosa che mi lascia davvero un vuoto. Anni fa, ho comprato una radio apposta per poter ascoltare le sue trasmissioni in camera mia quando volevo. Quando ho comprato la prima macchina, il tasto ’1′ dell’autoradio è andato subito su RockFM. Quando ho cambiato auto, ho comprato immediatamente l’autoradio e me la sono montata da solo per poter continuare ad ascoltare RockFM.
RockFM mi ha accompagnato per migliaia di chilometri (e centinaia di ore di coda) in giro per Genova, al mattino andando in università prima e al lavoro adesso, e alla sera tornando a casa.
Sono arrivato al punto in cui so in che zone della città si prende bene e in quali si prende male.

RockFM faceva poca pubblicità, che non mi ha mai disturbato e tantissima musica, non solo hard rock. I DJ erano bravi e avevano piena libertà, e si sentiva. C’erano trasmissioni per tutti i gusti, sempre curate e divertenti, davvero un intrattenimento di classe.

Detto in parole povere, come RockFM non ce n’è, niente alternative. Spesso ho fatto zapping radiofonico, rischiando di tamponare qualcuno, cercando una radio che facesse buona musica. Mai trovato niente, sempre un brano qui, una canzone là, saltando da una frequenza all’altra.

Un po’ più di un’ora fa è iniziata la trasmissione conclusiva di 24 ore, se potete ascoltatela, a Genova sugli 87.550 o 87.750.

Per tutti quelli interessati a sentire come si è arrivati qui, ecco il discorso di addio a radio RockFM del DJ Faulisi. La comunità che si è formata dietro a RockFM si è raccolta su RockFamily.it, dove in tanti sperano in  un miracolo di qualche tipo…

Per quanto mi riguarda, se ne va il 95% della radiofonia italiana, sto già rispolverando il mio CD riscrivibile pieno di MP3, in previsione di tanta coda in macchina e poca radio…

OLS – Ottawa Linux Symposium

Sono tornato da qualche giorno dal Canada ed è tempo di fare un po’ il sunto di quello quello che ho visto. Era il mio primo viaggio oltreoceano ed è stata un’esperienza molto molto interessante. Per cominciare devo dare atto all’Air France, ho volato bene, con ottimi pasti e belle hostess, tutto in orario e nessun problema di bagagli o coincidenze.

La conferenza si è svolta per quattro giorni presso l’Ottawa Conference Centre, da mercoledì a sabato, con orari molto prolungati, dalle 9 (o 10) fino alle 20, con diverse pause. Un giorno siamo arrivati alle 21 grazie ad un incontro non previsto su Linux Embedded. Non sto a contare i party che si sono svolti due o tre sere e che si sono prolungati fino a notte fonda, con birra a fiumi e (purtroppo roba da mangiare abbastanza scadente).

Un dato di fatto è che lo sviluppo di linux è gestito sempre di più da dipendenti di grandi aziende come IBM, Intel, HP, Freescale e Red Hat. Queste aziende sviluppano più del 50% delle modifiche fatte ad ogni release del kernel. Finché in cima c’è Torvalds e Morton, che non lavorano per nessuna grossa compagnia, non c’è nulla da temere, in quanto sono loro che decidono cosa va bene e cosa no e hanno un buon potere di controllo. La situazione attuale, in effetti, è ottimale: le aziende ci mettono la manodopera e gli obiettivi concreti (e ci fanno parecchi soldi) e la Comunità ci mette il potere di controllo, l’innovazione e quel po’ di chaos necessario all’avanzamento del progetto sul lungo periodo. Finché questa situazione di equilibrio permane, Linux continuerà a crescere ai livelli attuali, mangiando fette di mercato un po’ a tutti gli altri.

Tra le altre cose interessanti che ho sentito (ma ci sono in giro per la rete delle cronache molto più dettagliate di questa) c’è il fatto che finalmente qualcuno presso Red Hat ha deciso di mettere mano al gran casino che è l’audio su Linux: tra esound, alsa, oss, jack, arts e altri non ci si capisce più nulla, e soprattutto cercare di fare una chiamata voip mentre si ascolta della musica è praticamente impossibile a causa dei conflitti di volumi e mixing tra le varie librerie.

Infine ci sono novità interessanti nel campo del USB senza fili (un bluetooth con gli steroidi) e del read ahead, per rendere ancora più furbe le letture da disco fisso. Alcune notizie interessanti ci sono state per l’embedded. Parecchia gente sta lavorando con Linux su sistemi piccoli, portatili e facili da usare. C’è molto lavoro in corso nel campo del risparmio energetico e nella gestione furba dei dispositivi tipici dei sistemi embedded (memoria flash, batterie, piccoli lcd).

In ogni caso, evviva il Canada ;-)

Ottawa ? Ottawa !

Ebbene sì, pare che dal 26 giugno al 2 luglio mi troverò in quel di Ottawa al Ottawa Linux Symposium, la conferenza “che di più non si può” per chiunque lavori con linux. Sarò pagato dalla mia ditta e, ovviamente, dovrò cercare di carpire tutto quello che posso per prevedere quello che succederà nel mondo Linux l’anno prossimo. Nel mio piccolo dovrò anche cercare di presentare a qualche orecchio disponibile le esigenze di chi lavora con linux embedded.
Sicuramente saranno giornate intense, ma sono estremamente contento di andarci. E’ una dimostrazione tangibile che la mia azienda non mi considera solo un costo, ma anche qualcosa su cui vale la pena investire.

Sono rimasto basito quando ho proposto al mio capo la gitarella e lui mi ha risposto “mh, ok, vai”. Il costo, tra conferenza, albergo e aereo si aggira intorno ai 3000$US, che sono bazzecole rispetto al nostro bilancio, ma sono anche parecchi da investire su una cosa del genere.
Vorrà dire che passerò direttamente dal Linux Day di Genova, fatto l’anno scorso con un po’ di scazzo e con il mio misero talk sul kernel nella pausa pranzo, all’OLS. Sopra quello non c’è altro come importanza e livello. Forse come quantità c’è il Linux qualcosa in Australia, ma non è la stessa cosa. In Australia uno ci va in vacanza, altro che Linux.

Inutile dire che sono rimasto col sorriso stampato sulla faccia come un’idiota per tutta la giornata, al Dread ho scritto “mi ha detto di sì!”, tanto che credeva che avessi fatto una proposta di matrimonio.

Il prossimo passo è affrontare l’inerzia burocratica aziendale e vedere di avere tutte le prenotazioni in tempo, poi senz’altro vi terrò aggiornati, anche se non so se mi porterò il portatile dietro, per problemi di dogana e di corrente