Il ciclo barocco – Stephenson Neal

Quicksilver cover

Quicksilver cover

Il Ciclo Barocco, di Neal Stephenson è una serie di tre libri ambientati a cavallo tra il ’600 ed il ’700. Raccontano una storia inventata, ma basata su fatti e personaggi storici realmente esistiti. C’è Cromwell, c’è il puritanesimo e la lotta interna tra inglesi papisti, puritani, giacobiti, ecc., c’è Newton, Leibniz e l’inizio della filosofia naturale (la scienza moderna).

Sullo sfondo di tutto ciò Stephenson scrive delle vicende di Daniel Waterhouse (un amico di Newton), di Jack Shaftoe (il re dei vagabondi) e di Eliza de la Zeur (una donna di cui è facile innamorarsi) in una storia complessa e affascinante, con continui colpi di scena e viaggi in giro per tutto il mondo. Tra l’altro i nipoti di questi personaggi sono tra i protagonisti di Cryptonomicon.

Le dimensioni del Ciclo Barocco possono spaventare, visto che è composto da più di 3000 pagine, ma la qualità è altissima ed il divertimento assicurato. Lo sfondo storico non è per niente noioso e, anzi, è stato per me molto interessante, visto che descrive la nascita del sistema scientifico ed economico moderno.

I primi due volumi del Ciclo Barocco sono stati pubblicati anche in italiano, con i seguenti titoli:

  • Argento Vivo (Quicksilver)
  • Confusione (The Confusion)

Il terzo (The System of the World) non è ancora stato tradotto. Ho chiesto informazioni agli agenti di Stephenson e se ci saranno novità, aggiornerò il post.

Aggiornamento:
Rizzoli, il possibile editore italiano, “sta considerando il titolo”. Invece gli agenti americani di Stephenson dicono: “yes, the third will be published”. Nessuna data, ovviamente.

Perdido Street Station

Perdido Street Station front coverIn un’enorme città tentacolare, che per tanti versi mi ricorda Ankh-Morpork, un inventore umano, un criminale uomo-uccello a cui sono state strappate le ali per punizione, un’artista donna-insetto che crea sculture con lo sputo e delle macchine diventate senzienti a causa di un virus lottano per salvare sè stessi e anche il resto della città.

In realtà è tutto un gran casino e la storia ci mette un po’ a ingranare. All’inizio ci sono troppi personaggi, troppe razze più o meno aliene, troppi nomi di posti, poi pian piano la storia prende un certo ritmo e lo segue in un crescendo di scene d’azione sempre più spettacolari. L’abbondanza di descrizioni aumenta sia lo spaesamento iniziale, sia l’interesse nelle parti successive.

Alla fine il giudizio è positivo, anche se non so se me la sento di leggere anche gli altri due libri della serie (The Scar e Iron Council). Forse mi si chiarirebbero un po ‘ di cose che sembrano gettate lì, tanto per complicare la faccenda, come le enormi ossa che spuntano in mezzo alla città o i diavoli a cui il sindaco chiede aiuto.

Interface

Interface cover Vista la recente elezione di Obama a presidente degli USA, ecco un libro sulle elezioni americane.

Il governatore dell’Illinois viene riabilitato in velocità dopo un paio di ictus grazie all’impianto nel cervello di biochip che sostituiscono i tessuti danneggiati. Purtroppo per lui, però, un gruppo di investitori intimoriti dalle azioni del presidente a fine mandato decidono di usare i biochip per controllare il nuovo candidato, con la scusa di aiutarlo nella campagna elettorale. La figlia neurologo però si insospettisce…

Il libro è scritto con cura ed è divertente da leggere, non ci sono punti noiosi in cui uno salta un po’ di righe per vedere se dopo succede qualcosa di più interessate, ma invece qua e là ci scappa la risata. Di certo gli autori no risparmiano qualche colpo basso al sistema mediatico che circonda i candidati alla presidenza.

Preferisco non aggiungere altro perché la storia è più godibile scoprendola pian piano, ma è davvero consigliato.

In Italia è uscito nel 2002 col nome di “Il presidente: Interface” nella serie Cosmo Oro. Il testo originale è del 1993.

RockFM addio

Domani sera, alle 18, RockFM terminerà le trasmissioni.

E’ qualcosa che mi lascia davvero un vuoto. Anni fa, ho comprato una radio apposta per poter ascoltare le sue trasmissioni in camera mia quando volevo. Quando ho comprato la prima macchina, il tasto ’1′ dell’autoradio è andato subito su RockFM. Quando ho cambiato auto, ho comprato immediatamente l’autoradio e me la sono montata da solo per poter continuare ad ascoltare RockFM.
RockFM mi ha accompagnato per migliaia di chilometri (e centinaia di ore di coda) in giro per Genova, al mattino andando in università prima e al lavoro adesso, e alla sera tornando a casa.
Sono arrivato al punto in cui so in che zone della città si prende bene e in quali si prende male.

RockFM faceva poca pubblicità, che non mi ha mai disturbato e tantissima musica, non solo hard rock. I DJ erano bravi e avevano piena libertà, e si sentiva. C’erano trasmissioni per tutti i gusti, sempre curate e divertenti, davvero un intrattenimento di classe.

Detto in parole povere, come RockFM non ce n’è, niente alternative. Spesso ho fatto zapping radiofonico, rischiando di tamponare qualcuno, cercando una radio che facesse buona musica. Mai trovato niente, sempre un brano qui, una canzone là, saltando da una frequenza all’altra.

Un po’ più di un’ora fa è iniziata la trasmissione conclusiva di 24 ore, se potete ascoltatela, a Genova sugli 87.550 o 87.750.

Per tutti quelli interessati a sentire come si è arrivati qui, ecco il discorso di addio a radio RockFM del DJ Faulisi. La comunità che si è formata dietro a RockFM si è raccolta su RockFamily.it, dove in tanti sperano in  un miracolo di qualche tipo…

Per quanto mi riguarda, se ne va il 95% della radiofonia italiana, sto già rispolverando il mio CD riscrivibile pieno di MP3, in previsione di tanta coda in macchina e poca radio…

Cryptonomicon di Neal Stephenson

Cryptonomicon 1st editionCryptonomicon è un gran bel romanzo. Descrivere in poche parole di cosa parla è difficile, all’inizio ci sono diverse trame che sembrano completamente indipendenti, che si svolgono durante la seconda guerra mondiale ed ai giorni nostri. Andando avanti a leggere, la storia prende forma e le varie vicende si riuniscono e alla fine rimane un raro senso di compiutezza.

Spesso si incontrano personaggi storici esistiti realmente, come Turing, il generale MacArthur e l’ammiraglio Yamamoto, al punto che il romanzo assume un aspetto molto realistico. L’autore assicura che, malgrado lo sfondo su cui si svolgono le vicende sia reale, la storia è completamente inventata.

Qualsiasi tentativo di riassumere la trama che mi viene in mente anticipa troppo e non voglio rovinare a nessuno l’esperienza. Mettiamola così, ci sono esplosioni, storie d’amore, un prete, sottomarini tedeschi, crittografia di tutti i tipi, un sistema operativo chiamato Finux, creato da un tizio di nome Finus, data heavens, tesori sottomarini, oro, atti eroici e un’iguana gigante che sbrana soldati giapponesi (forse).

C’è un po’ di matematica crittografica, sparsa qua e là, ma non è niente di difficile e si può anche saltare a piè pari. Perdersi dettagli tipo l’algoritmo del solitario è un po’ un peccato, ma non pregiudica in nessun modo il godimento della storia.

C’è anche in edizione italiana per tutti quelli che non masticano bene l’inglese. Anche perché come lunghezza se la gioca con il signore degli anelli: 1164 pagine.

Titan di Stephen Baxter

Copertina di Titan - Stephen BaxterQuesto romanzo mi ha lasciato parecchio da pensare. Baxter ha scritto il libro prima del 1997, ma è riuscito a immaginarsi sia l’incidente allo shuttle Columbia, avvenuto nel 2003, sia la politica oscurantista applicata dall’amministrazione Bush (vedi l’insegnamento della teoria dell’evoluzione nelle scuole).

La storia, appunto, parte dai giorni nostri e descrive l’ultimo sforzo di una NASA ormai destinata alla chiusura definitiva per mandare un gruppo abbastanza sgangherato di persone su Titano, dove la sonda Huygens/Cassini avrebbe rilevato possibili tracce di vita. Per farlo, essendo ormai senza soldi, vengono utilizzati tutti gli avanzi che la NASA mantiene in magazzini, musei e parchi pubblici: vengono ripristinati gli shuttle rimanenti, le capsule apollo avanzate dalle missioni sulla Luna, le tute delle missioni lunari e così via…

La ricostruzione di cosa significherebbe un viaggio del genere, fino alle lune di Saturno, con la tecnologia attuale è molto dettagliata e si è sicuramente basata su degli studi fatti per mandare una missione su Marte. Per uno come me, abituato a leggere romanzi di fantascienza in cui gli astronauti atterrano, decollano, vanno in giro e uccidono alieni cattivi con la pistola laser, questa storia è sicuramente una botta di realismo. A partire dalle conseguenze del dover riciclare ogni molecola per tutta la durata del viaggio (6 anni, è previsto un viaggio di sola andata), fino al doversi togliere la tuta spaziale in una tenda con -200 gradi all’esterno, l’impatto sul modo di pensare ai viaggi spaziali è senz’altro molto grande.

Consigliatissimo. Purtroppo temo che non sia mai stato tradotto in italiano , ma se per caso riusciste a trovarlo o decidiate di leggerlo in inglese, davvero non ve ne pentirete.
Spoiler: non finisce bene per l’umanità, proprio per niente.

Redliners di David Drake

Cover of Redliners by David DrakeRedliners è un buon romanzo di fantascienza, forse un po’ sanguinolento, ma rientra nello stile di Drake. La prima parte racconta lo sbarco della compagnia C41 in un porto spaziale nemico, per preparare la successiva invasione di tutto il pianeta. Tipicamente, la missione viene interrotta a metà e i soldati si ritirano con pesanti perdite, soprattutto morali. Il mega governatore di tutti i pianeti cerca una soluzione per il gruppo di superstiti diventati un pericolo per la società in quanto non più in grado di distinguere il campo di battaglia dalla società civile (Redliners, appunto).

La soluzione la trova, paradossalmente, inviando sé stesso, quei soldati e un gruppo di civili presi a caso a colonizzare un pianeta decisamente pericoloso, che si rivelerà ancora peggio di quanto immaginato. L’ostilità dell’ambiente causerà ai soldati di vedere nelle loro azioni lo scopo di difendere i civili, facendoli tornare, almeno in parte, sani di mente (quei pochi che sopravvivono).

La storia è avvincente, i personaggi sono ben delineati, anche se forse ci vuole un po’ prima di riuscirli a riconoscere dai nomi. E per una volta il libro non fa parte di una serie, quindi buono da leggere e via, senza impegni.

Decisamente consigliato agli amanti del genere “fantascienza da battaglia”.

The Helmsman di Bill Baldwin

Bill Baldwin, The Helmsman book front cover Questo romanzo, scritto da Bill Baldwin e parte di una serie omonima di 6 libri, racconta una storia vecchio stile. Ci sono i buoni, ci sono i cattivi, c’è l’eroe, c’è il cattivone (ma compare poco e solo per prenderle) e ci sono un sacco di battaglie spaziali. Per una volta i buoni fanno parte dell’impero, mentre i cattivi sono governati da un tiranno: i due ruoli sono ben distinti, gli imperiali sono nobili, audaci e pronti a sacrificarsi per l’imperatore. Gli altri (la Lega) sono schiavisti, drogati e hanno una struttura di potere basata sul terrore.

Trama: la storia racconta le vicissitudini di un timoniere di navi spaziali appena uscito dall’accademia, che, malgrado le umili origini (l’impero, malgrado tutto, è un po’ razzista), si distingue brillantemente durante la perenne guerra tra l’impero e la lega. Oltre a vincere battaglie, il nostro eroe, conquista anche il cuore di una principessa e più tardi anche di una bellissima dirigente di una base navale.
Questi amori prendono una parte relativamente piccola della trama (che in gran parte starebbe in piedi anche senza), ma sono la parte che rende la storia avvincente e che lascia il lettore a chiedersi come andrà a finire (in fondo si sa che la guerra sarà vinta, o prima o poi, dai buoni). Alle volte la descrizione degli incontri amorosi lascia davvero poco all’immaginazione, ma non scade mai nel volgare.

La trama è molto trasparente ed è facile prevedere i colpi di scena che si susseguono qua e là, ma ciò non rovina la lettura, anzi. Pensandoci a posteriori, la storia sembra un po’ una fiaba ammodernata, con il guerriero che esce vittorioso da battaglie sanguinose per tornare, coperto di gloria, ai suoi amori.

La fisica non sta molto in piedi, ma è coerente all’interno del romanzo. Ci sono i motori per velocità inferiori a quella della luce, basati su effetti gravitazionali, usati solo per decollare ed atterrare ed i motori per velocità superiori a quella della luce che, semplicemente, spingono più forte degli altri. Non c’è iperspazio o simili e mentre una nave è in viaggio può manovrare e combattere quasi normalmente.

Il giudizio è buono, senz’altro da leggere, a meno che non siate un po’ stufi di storie tradizionali. Ci sono altre saghe con la stessa organizzazione di base nella trama (ad esempio Lensmen, di Smith), ma qui le storie d’amore sono senz’altro più avvincenti, anche se poco realistiche.

Inconstant Star di Poul Anderson

Poul Anderson Inconstant Star coverInconstant Star è un romanzo di Poul Anderson ambientato nell’universo di Larry Niven chiamato “Known Space“. E’ l’unione di due avventure che cominciano con un’indagine scientifica, prima di uno strano sistema solare, poi di un artefatto alieno abbandonato nello spazio e finiscono con un massacro, più o meno abbondante, di Kzin. Questi Kzin hanno il ruolo di alieni cattivi, sono violenti, amano il combattimento e ci si applicano con tutta la furbizia tipica dei felini, con cui condividono molte caratteristiche fisiche.

La storia è ambientata poco dopo che la razza umana è entrata in possesso della tecnologia per il motore interstellare (non che l’abbia inventata da sola, gliel’hanno fornita degli altri alieni). Poche astronavi sono dotate del nuovo motore hyperdrive e sono tutte in mano al governo. Rover è l’unica ad essere posseduta da privati, i protagonisti della storia, e si presta perfettamente ad essere affittata da scienziati interessati ad avvicinare strani fenomeni astrofisici, nei quali il governo, invece, preferisce non investire nulla.

Il motore hyperdrive, inizialmente non posseduto dai Kzin, ha bisogno di innumerevoli calcoli prima di essere avviato, e solo lontano da campi gravitazionali (quindi ai bordi dei sistemi solari). Navi moderne hanno computer in grado di effettuare i calcoli più velocemente, riducendo il tempo di attesa a pochi minuti. Il balzo non è istantaneo e ha una durata, anche di diversi giorni, durante i quali l’equipaggio deve tenere d’occhio un misuratore di massa, in quanto il passaggio troppo vicino ad un campo gravitazionale provocherebbe l’uscita dall’iperspazio. La stessa tecnologia consente una comunicazione hyperwave, più veloce della luce, che richiede però macchinari troppo grossi per stare su un’astronave (e questa limitazione è molto comoda per tenere in piedi le due storie che formano Inconstant Star).

Una buona lettura, soprattutto se vi è capitato di leggere altre storie del mondo Known Space. In ogni caso da leggere con filo di ironia, vista la convinzione della superiorità umana, in furbizia e flessibilità, che permea tutto il libro.

Trama rapida: nella prima parte, scienziati partono per indagare una stella molto strana e scoprono una base segreta Kzin. Nella seconda parte la figlia di un astronomo dilettante parte per indagare dove è finito suo padre, a sua volta partito di forza insieme ad un gruppo di Kzin per scoprire la fonte di un potentissimo flusso di raggi X una decina di anni prima.

Mercury di Ben Bova

Mercury coverIl romanzo Mercury di Ben Bova fa parte della serie Grand Tour sui pianeti del sistema solare, ambientati in momenti diversi di un possibile sviluppo della società umana.

La storia è ambientata solo in parte su Mercurio, dove si svolge l’azione principale. La parte centrale è impegnata dalla storia di Dante Alexios, nella quale vengono spiegati gli eventi che l’hanno portato a cercare vendetta verso tre persone distinte. Il libro è interessante e ben scritto e la fine non è del tutto scontata, ma neanche particolarmente originale.

L’ambientazione prevede una Luna abitata e all’avanguardia nella tecnologia, una Terra sovrappopolata ed in mano ad un certo numero di organizzazioni religiose che mantengono un ordine molto stretto sulla popolazione. Le lune di Giove e la fascia degli asteroidi sono popolate da minatori, esiliati e condannati che lavorano per scontare la pena. Tutto il sistema solare è pieno di forme di vita aliene non intelligenti, tranne che per alcune creature gigantesche che abitano i mari di Giove (descritte in Jupiter).

Non c’è un motore più veloce della luce, ma si accenna alla vela solare per i viaggi interstellari. Le astronavi si muovono grazie ad un motore a fusione che garantisce ottime prestazioni, dato che consente il viaggio Terra – Mercurio in poco meno di tre giorni con un’accelerazione di mezzo g. Da notare una buona descrizione di uno sky hook (detto anche space elevator)

Trama: un’ingegnere (Dante Alexios) fonda una compagnia per la costruzione del primo sky hook della Terra. La costruzione procede bene, ma una corporazione Giapponese ne provoca il crollo per non perdere il profitto derivante dalle sue attività di lancio tradizionale, causando diversi milioni di morti. La falsa testimonianza di uno degli scienziati addetti al progetto, che punta a rimanere l’unico pretendente della ragazza del protagonista e le pressioni delle autorità religiose (disinformate), contrarie all’uso di nanotecnologie, portano all’esilio a vita di Alexios. Questo, in seguito ad un incidente piuttosto miracoloso, si ritrova con un nuovo nome, libero e ricco sfondato e decide di mettersi alla caccia delle persone che l’avevano incastrato anni prima.

Lettura consigliata solo se capita sotto mano.