Centrale nucleare di Lucens

Dopo aver scoperto che abito a un tiro di schioppo da dove stava Audrey Hepburn, leggendo il giornale ho scoperto che ad una trentina di chilometri da qui c’è la centrale nucleare di Lucens. Ora è dismessa e smantellata. ma nel gennaio 1969 ha fatto parlare di se a causa di un grave incidente che ne ha causato la chiusura definitiva. Gli abitanti della zona erano stati avvertiti il giorno dopo l’incidente.

20120422 Lucens (8445)

Oggi se ne parla perché un improvviso traffico di gente e materiali è stato notato verso la centrale, senza che gli abitanti o le autorità siano stati avvertiti di qualsiasi cambiamento della situazione. Il reattore si trovava all’interno di una caverna scavata nella roccia che, a seguito dell’incidente, è rimasta pesantemente contaminata ed è stata sigillata.

Oggi pomeriggio sono andato a fare un giro, ma la presenza di un furgone con dei tizi che facevano delle misure coi contatori geiger mi ha convinto a rimanere solo pochi minuti per fare un paio di foto…

RockFM addio

Domani sera, alle 18, RockFM terminerà le trasmissioni.

E’ qualcosa che mi lascia davvero un vuoto. Anni fa, ho comprato una radio apposta per poter ascoltare le sue trasmissioni in camera mia quando volevo. Quando ho comprato la prima macchina, il tasto ‘1’ dell’autoradio è andato subito su RockFM. Quando ho cambiato auto, ho comprato immediatamente l’autoradio e me la sono montata da solo per poter continuare ad ascoltare RockFM.
RockFM mi ha accompagnato per migliaia di chilometri (e centinaia di ore di coda) in giro per Genova, al mattino andando in università prima e al lavoro adesso, e alla sera tornando a casa.
Sono arrivato al punto in cui so in che zone della città si prende bene e in quali si prende male.

RockFM faceva poca pubblicità, che non mi ha mai disturbato e tantissima musica, non solo hard rock. I DJ erano bravi e avevano piena libertà, e si sentiva. C’erano trasmissioni per tutti i gusti, sempre curate e divertenti, davvero un intrattenimento di classe.

Detto in parole povere, come RockFM non ce n’è, niente alternative. Spesso ho fatto zapping radiofonico, rischiando di tamponare qualcuno, cercando una radio che facesse buona musica. Mai trovato niente, sempre un brano qui, una canzone là, saltando da una frequenza all’altra.

Un po’ più di un’ora fa è iniziata la trasmissione conclusiva di 24 ore, se potete ascoltatela, a Genova sugli 87.550 o 87.750.

Per tutti quelli interessati a sentire come si è arrivati qui, ecco il discorso di addio a radio RockFM del DJ Faulisi. La comunità che si è formata dietro a RockFM si è raccolta su RockFamily.it, dove in tanti sperano in  un miracolo di qualche tipo…

Per quanto mi riguarda, se ne va il 95% della radiofonia italiana, sto già rispolverando il mio CD riscrivibile pieno di MP3, in previsione di tanta coda in macchina e poca radio…

OLS – Ottawa Linux Symposium

Sono tornato da qualche giorno dal Canada ed è tempo di fare un po’ il sunto di quello quello che ho visto. Era il mio primo viaggio oltreoceano ed è stata un’esperienza molto molto interessante. Per cominciare devo dare atto all’Air France, ho volato bene, con ottimi pasti e belle hostess, tutto in orario e nessun problema di bagagli o coincidenze.

La conferenza si è svolta per quattro giorni presso l’Ottawa Conference Centre, da mercoledì a sabato, con orari molto prolungati, dalle 9 (o 10) fino alle 20, con diverse pause. Un giorno siamo arrivati alle 21 grazie ad un incontro non previsto su Linux Embedded. Non sto a contare i party che si sono svolti due o tre sere e che si sono prolungati fino a notte fonda, con birra a fiumi e (purtroppo roba da mangiare abbastanza scadente).

Un dato di fatto è che lo sviluppo di linux è gestito sempre di più da dipendenti di grandi aziende come IBM, Intel, HP, Freescale e Red Hat. Queste aziende sviluppano più del 50% delle modifiche fatte ad ogni release del kernel. Finché in cima c’è Torvalds e Morton, che non lavorano per nessuna grossa compagnia, non c’è nulla da temere, in quanto sono loro che decidono cosa va bene e cosa no e hanno un buon potere di controllo. La situazione attuale, in effetti, è ottimale: le aziende ci mettono la manodopera e gli obiettivi concreti (e ci fanno parecchi soldi) e la Comunità ci mette il potere di controllo, l’innovazione e quel po’ di chaos necessario all’avanzamento del progetto sul lungo periodo. Finché questa situazione di equilibrio permane, Linux continuerà a crescere ai livelli attuali, mangiando fette di mercato un po’ a tutti gli altri.

Tra le altre cose interessanti che ho sentito (ma ci sono in giro per la rete delle cronache molto più dettagliate di questa) c’è il fatto che finalmente qualcuno presso Red Hat ha deciso di mettere mano al gran casino che è l’audio su Linux: tra esound, alsa, oss, jack, arts e altri non ci si capisce più nulla, e soprattutto cercare di fare una chiamata voip mentre si ascolta della musica è praticamente impossibile a causa dei conflitti di volumi e mixing tra le varie librerie.

Infine ci sono novità interessanti nel campo del USB senza fili (un bluetooth con gli steroidi) e del read ahead, per rendere ancora più furbe le letture da disco fisso. Alcune notizie interessanti ci sono state per l’embedded. Parecchia gente sta lavorando con Linux su sistemi piccoli, portatili e facili da usare. C’è molto lavoro in corso nel campo del risparmio energetico e nella gestione furba dei dispositivi tipici dei sistemi embedded (memoria flash, batterie, piccoli lcd).

In ogni caso, evviva il Canada ;-)

Stockholm and airport security

I got to Stockholm and back in four days, thanks to Ryanair and its “air cattle” service from Orio al Serio to Skavsta. While I couldn’t bring a bottle of water of half a liter through security, I could pass a toolkit in my hand baggage without even breaking a sweat:

Half liter bottler Toolkit
Dangerous Not dangerous

Actually, I forgot it was there and I discovered it when I got home, else I would have been a lot more nervous at the security check. Also it was in the same pocket as two battery chargers, so perhaps it was that that fooled the operator. There is something wrong here ?

I’m brief because Ecto doesn’t understand the <table> tag, so I’m writing this post in plain HTML. So much for Web 2.0 and the new era in Information Technology. Sometime in the future I’ll upload the photos I took in Stockholm, just be patient and bear with me…

Vademecum: in caso di incidente

Algoritmo da seguire in caso avvenga un incidente: da imparare a memoria. Basato sull’esperienza personale. Sperando di non doverlo mai usare, ma sapendo che o prima o poi succederà.

  1. Il modulo CID è utile solo se la controparte è disposta a compilarlo e ad accollarsi tutta la colpa, altrimenti può diventare una grana se è compilato male ed è spazzatura se non ci sono entrambe le firme. Chiarite subito questo punto.
  2. Poi, in ogni caso:
  3. Fotografare tutto, soprattutto le targhe delle macchine coinvolte e le zone danneggiate, con la macchina fotografica usa e getta che portate sempre nel vano portaoggetti.
  4. Prendete i dati di tutti i testimoni (nome, cognome, numero di telefono), valgono anche le persone in macchina con voi. Fatelo pure se vi sembra che la controparte abbia intenzione di accollarsi la colpa. Se non lo fate o non ce ne sono iniziate a pensare a qualche amico fidato che lo possa fare per voi, perché, state tranquilli, l’altro li avrà a suo favore, procurati da lui o dalla sua assicurazione.
  5. Se non compilate il modulo CID prendete i seguenti dati: nome, cognome, targa, marca e modello, compagnia assicurativa e numero di telefono della controparte.
  6. Informate il vostro assicuratore il giorno stesso, o al massimo il giorno dopo.
  7. Dopo qualche giorno andate da lui e consegnategli il malloppazzo con dati e fotografie e ditegli: ho ragione io e non voglio pagare nulla.

Nel mio caso è successo che:
La mia assicurazione è di quelle via telefono, costa meno, ma non ha mosso un dito a mio favore. L’assicurazione dell’altro gli ha trovato un testimone, gli ha compilato un CID ed una dichiarazione ad hoc, tutto a suo favore, ovviamente.
Io mi sono rivolto ad un carrozziere “faccio tutto io, tu non ti preoccupare”.

Risultato netto, avendo ragione, con anche la perizia a mio favore (che però non conta niente):

pago al carrozziere la metà del danno e, molto (ma molto) probabilmente, l’aumento di premio della mia assicurazione.

oppure:

vado dal giudice di pace (con un testimone mio, per annullare quello della controparte) e cerco di dimostrare che ho ragione io. Risultato incerto e, in caso di perdita, pago comunque carrozziere, assicurazione e, molto probabilmente, anche l’avvocato.

Lavorare male

Fino a ieri mattina ero, tutto sommato, contento. Poi passa il tecnico e dice “per circa 10 minuti saremo senza Internet”. Da allora siamo dotati di un nuovissimo firewall/proxy trasparente, con filtri sui siti visitabili, il cui scopo, secondo qualcuno, sarebbe di … rendere più sicura la rete ? impedire ai dipendenti di andare su siti non di lavoro ? bah, credo non lo sappia bene neanche chi ha preso la decisione in primo luogo, quindi perché farsi delle domande ?
Comunque se la cosa funzionasse bene, non sarei qui a lamentarmi. Al DISI avevamo un sistema simile, ma meno sofisticato perché filtrava solo sulle URL e non sui contenuti delle risposte.
Il proxy passa le richieste dirette soltanto verso le porte 80 e 443, tutto il resto è chiuso. Sono perfino riusciti a bloccare Skype, che di solito riesce a passare ovunque. Ovviamente ssh, msn, icq, gtalk, jabber sono fuori questione. L’FTP ha dei tempi morti inspiegabili. Pareva che potessi sentire la radio via internet (purché il server girasse sulla porta 80), ma verso metà pomeriggio hanno chiuso anche quello.
Il web, se prima non era una scheggia, ma era accettabile, ora è ancora più lento, perché c’è il proxy di mezzo che esamina tutte le richieste alla ricerca di parole sospette.
Risultato: oggi ho perso metà giornata a cercare di capire cosa ci fosse di vietato nella ricerca della stringa “libusb” su google.it, per poi scoprire che la stessa ricerca su google.com passa il proxy senza problemi. La parte divertente è stata quando ho cercato il nome dell’azienda e ho ottenuto una bella pagina di “Accesso Negato! La pagina è stata bloccata perché contiene delle parole improprie.”
Purtroppo rimane solo da guardare per terra, scuotendo il capo con uno sguardo sconsolato per la stupidità della Burocrazia Aziendale.
Come dice qualcuno: “lo stipendio arriva comunque, se ti impediscono di lavorare, perché sbattersi ? Scrivi una mail e mettiti l’anima in pace”. Certo che arrivare a questo punto dopo 6 mesi dall’assunzione non è molto promettente…

Provvedimenti antiterrorismo

In un’ora di telegiornali vari, mentre mangiavo, ho potuto avere una panoramica completa sui provvedimenti antiterrorismo applicati a Londra e qui in Italia, da quelli totalmente idioti a quelli decisamente pericolosi per tutti, tranne che per i terroristi.
In Italia, se la legge passerà senza modifiche, i provider dovranno conservare per due anni i dati di traffico e le email dei loro clienti.

  • Ai provider questo costerà dei soldi, che pagheranno gli utenti
  • Il terrorista può usare un provider straniero, usare mail cifrate, usare codici del tipo ‘pippo ha un appuntamento’, fregarsene perché tanto poi si fa saltare in aria.

Mi sembra molto ridicolo e basta. Non sono preoccupato per la mia privacy perché tanto uso già crittografia per tutto ciò che è ‘sensibile’.

Tutt’altro livello di preoccupazione mi desta l’articolo che consente alla polizia interrogatori senza la presenza dell’avvocato. Non credo che siamo ancora al livello degli USA, dove ti possono prendere, sbattere a Guantanamo e buonanotte, però…

Infine mi allarma decisamente la notizia che a Londra ti possono sparare da lontano se sei un ‘sospetto terrorista’. Ne hanno ucciso già uno così, ‘sembra’ stesse per farsi esplodere, ma se gli avessero trovato dell’esplosivo addosso, l’avrebbero già detto.

Non aggiungo altro, per chi segue un minimo la politica americana, queste sono cose trite e ritrite, in discussione fin dal 2001.