Bye bye swiss plates

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With these I went up to Oslo and back, I made almost 30,000km in Switzerland, Italy, France, Germany, Denmark, Sweden and Norway.
With these I met a wonderful girl and made many friends, I moved all my stuff out of Switzerland under the nose of border guards and took three fines, all in France, all for speeding a few kilometres above the limit.
They are part of my history and if I could keep them, I would… but no, tomorrow I will go to the post office and send them away. They are needed for someone else.

To you, anonymous person in the Vaud canton, who will get them for your brand new car, best of luck, use them well and be careful of speed limits in France.

Dogane francesi

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L’ufficio delle dogane francesi a Nizza si trova all’aeroporto, nella zona Cargo. È sufficiente seguire i cartelli ‘cargo’, lasciare un documento all’ingresso (non la carta d’identità, che serve dopo) e salire al primo piano, seguendo questa passerella che vedete in foto.

Si può andare lì per tutto, non solo per merci arrivate via aerea, ma anche per animali esotici, quadri o come nel mio caso, automobili…

Fai da te

Il Samsung serie 9 è un portatile con un connettore per l’alimentazione diverso da qualunque altro mai prodotto. Dopo aver girato inutilmente due o tre negozi di informatica, ho fatto un giro al Carrefour e ho preso quello che mi serviva: biadesivo, un po’ di filo e stagnola. Piccole soddisfazioni…

Nota per chi non lo sapesse ancora: ho cambiato lavoro, adesso sono ad Eurecom, in costa azzurra. Lavoro come Ingenieur de Recherche su problemi di cloud, big data e IaaS volendo usare un po’ di gergo tecnico e sufficientemente vago. Oggi sta nevicando, quindi è quasi come essere ancora in Svizzera.

SOSP 2011

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In questi giorni sono a Cascais, in Portogallo per partecipare a SOSP 2012. Oggi è l’ultimo giorno e sembra che finalmente le previsioni meteo ci hanno azzeccato. Qui fuori c’è una vera tempesta atlantica che si sta scatenando contro le vetrate dall’albergo. I gabbiani sfruttano il vento per tuffarsi nella piscina e lavarsi dal sale del mare.
In teoria oggi pomeriggio sarebbe libero, ma è previsto un temporale. Per fortuna ieri siamo fuggiti dalla sessione “work in progress” e abbiamo fatto un giro a Sintra, sfruttando una giornata stupenda.

Allego una foto della camera, meglio, della suite che mi hanno assegnato per queste 4 notti. Non sono abituato a questo tipo di trattamento, al pomeriggio la cameriera passa per preparare la camera per la notte, chiude le tende e stende il pigiama sul letto, stende il tappetino in bagno per un’eventuale doccia.

Da casa al lavoro per immagini

Stamattina, vista la bella giornata, sono andato a lavorare a piedi e ho portato con me la macchina fotografica per fare un riassuntino. In questo altro post c’era la versione in macchina, senza traffico. Questa è la versione a piedi, senza persone.

20110810 Casa Lavoro (6933)Si parte dalla ridente cittadina di Denges, che il sindaco ci dice avere abitanti di 31 nazionalità differenti. La pagina di Wikipedia riporta altre statistiche, un totale di circa 1500 abitanti, di cui 30 (ora 31) parlano italiano.

Questo è il municipio, con la campanetta che suona le ore ed una simpatica signorina che si occupa dei permessi di soggiorno per noialtri immigrati.

20110810 Casa Lavoro (6936)Passata la strada principale si entra nel paese vecchio, una serie di casette addossate una all’altra e un paio di vicoletti chiusi alle auto.

Il paese è molto piccolo e il centro storico, correndo lungo un lato della strada principale, è formato  da due file di case.

20110810 Casa Lavoro (6937)La maggior parte del terreno intorno al paese è dedicato ad attività agricole. In questi sei mesi ho visto coltivare di tutto, insalata, fragole, lamponi, grano, mais, mele, pere, patate e chissà cos’altro.
Non a caso, avvicinandoci al piccolo fiumiciattolo (sì è tutto piccolo qui) chiamato Venoge, incontriamo un melo, carico di frutta.
È ancora un 20110810 Casa Lavoro (6940)po’ presto e le mele son verdi, ma fa comunque bella impressione.

Subito dopo si incontra il famoso ponte di Denges, in pratica l’unico monumento di rilievo nel raggio di qualche chilometro.

20110810 Casa Lavoro (6941)
È un ponte pedonale che segna l’inizio di un sentiero, il confine tra il distretto amministrativo di Morges e quello di Losanna e, cosa che mi interessa più da vicino, il confine della zona in cui vale l’abbonamento del bus di Losanna.

Appena superato il ponte si incontra subito un 20110810 Casa Lavoro (6942)altro sentiero, si tratta niente popò di meno che della Via Francigena, un antico percorso di pellegrinaggio tra Roma e Canterbury.

Se volessi andare sulla spiaggia sul lago, qui girerei a destra, ma invece mi aspetta una giornata di lavoro e quindi tiro dritto.

20110810 Casa Lavoro (6947)Si entra ora nel comune di Ecublens, alla periferia di Losanna, ma ancora abbastanza lontano dalla città da avere estesi campi coltivati.

Anche qui ho visto coltivare di tutto, con un continuo ciclo. Nel campo a sinistra hanno raccolto di recente delle patate, mentre a sinistra adesso c’è 20110810 Casa Lavoro (6952)del granoturco, mentre più avanti ci sono cipolle, che hanno raccolto oggi.

Passati i campi c’è Renges, paesino non abbastanza grosso da meritare una pagina di Wikipedia tutta per sè.

20110810 Casa Lavoro (6959)Per ricordarci che siamo in Svizzera, una Porsche fa capolino da sotto un telo.

Avendo ormai superato la metà della strada da fare, imbocchiamo un sentiero (anche lui asfaltato) che sale su per una 20110810 Casa Lavoro (6961)collinetta. Questa è la zona “bene” di Ecublens, dove, si dice, vivano i professori (ma solo quelli ricchi) dell’EPFL.

Non a caso, arrivati in cima, c’è una bella vista sulla Francia dall’altra parte del lago e sul Jura, verso 20110810 Casa Lavoro (6962)Ginevra. Tutta la zonq qui è a traffico limitato ai residenti. Si vedono spesso bambini che giocano in strada con le biciclette, senza supervisione.20110810 Casa Lavoro (6964)

Poco più in basso c’è una scuola, i cui campi sportivi sono sempre a disposizione per tutti. È una zona silenziosa di villette molto carine, coi giardini curati fino al singolo filo d’erba e le auto tirate a lucido. A 20110810 Casa Lavoro (6965)parte qualche Jaguar, si vedono auto normali, mi immagino che le Ferrari le tengano nei garage coperti.

Proseguendo ancora qualche centinaia di metri si arriva, finalmente, all’EPFL, politecnico migliore d’Europa, con 7000 studenti, la maggior parte dei quali in costante ricerca di un tetto sotto cui dormire, 11 mense con menù online aggiornato quotidianamente, sistema di biciclette gratuito, spaccio, ufficio postale e mercatino di frutta, verdura e formaggi ogni lunedì.

20110810 Casa Lavoro (6974)20110810 Casa Lavoro (6971)20110810 Casa Lavoro (6973)

Bici

L’ho portata su e l’ho rimessa in sesto con l’idea di usarla per andare a lavorare. Oggi ho provato a fare il percorso e ho visto che c’è una ripida salita proprio poco prima di arrivare. Queste foto sono state fatte lungo il lago, mentre tornavo verso casa.

Casa dolce casa

Dopo una rapida escursione a Losanna di due giorni (ed una notte), son tornato giù con due contratti firmati ed un po’ di documentazione varia.

Intanto ho una casa, un piccolo monolocale con vista sul lago, un po’ caro forse, ma a stress zero. Potrò andare a lavorare a piedi e nell’affitto sono compresi tutti i servizi e le bollette (persino luce, tv via cavo ed Internet). Per ora il contratto l’ho fatto per due mesi, ma è rinnovabile e conto di rimanere lì per un po’, a meno si non scoprire qualche orribile difetto. Il locatario, una signora che si occupa anche del ristorante al piano terra, non ha voluto garanzie di nessun tipo. L’affitto si paga in anticipo, ci sono 500,- CHF di caparra per eventuali danni e 200,- CHF di pulizia finale, quando si lascia l’alloggio definitivamente.
Non ha fatto storie per vedere contratti di lavoro, permessi di soggiorno, lettere di referenza o altro, come vogliono altri locatari. Per uno che si trasferisce dall’estero è impossibile fornire quei documenti se non dopo un po’ che si trova sul posto e quindi, o si dorme sotto un ponte, o si cerca di affittare da qualcuno con un po’ di sale in zucca.

Subito dopo sono andato in comune, a 200 metri dalla casa, per chiedere informazioni per il permesso di soggiorno (ora che ho un indirizzo postale svizzero posso chiederlo). Una signora gentile si è sforzata di capire il mio francese e mi ha spiegato come funziona, confermando quello che avevo letto su Internet. Mi ha lasciato i suoi contatti diretti nel caso avessi altre domande ed un foglio con le caratteristiche richieste per la foto. La domanda vera e propria la farò tramite l’EPFL i primi giorni di Febbraio, quando effettivamente mi trasferirò su.

Infine sono andato all’ufficio personale dell’EPFL per firmare il contratto di lavoro. Dopo un momento di panico hanno capito cosa volevo da loro e hanno recuperato i documenti. Le persone che se ne sono occupate erano in ferie e hanno dovuto scartabellare un po’. Mi avevano mandato già tutto per posta prima di Natale, ma qui non avevo mai ricevuto nulla. Quando gliel’ho detto, m’hanno risposto: “Sì, è un problema che abbiamo spesso con l’Italia”. Evvai.

In realtà ci ho messo poco più di un’ora a fare tutto e quindi mi son scoppiato 9 ore di macchina, tra andata e ritorno per così poco. Però son contento e ora posso rilassarmi. So che ho una casa, cosa c’è dentro (e quindi cosa mi devo portare il giorno del trasloco), ho in mano il contratto di lavoro (che male non fa) e so esattamente cosa devo fare il primo giorno in cui sarò in Svizzera: fare domanda per il permesso di soggiorno e con il foglio temporaneo che mi daranno, andare alla banca per aprire un conto.

In questi giorni ho anche caricato un sacco di foto nuove e ho convertito tutte le mappe in OpenLayers. Sto anche facendo qualche esperimento, come questo, in cui ho messo anche il percorso registrato con GPS ed una breve descrizione del sentiero.